Questa pagina rappresenta un'introduzione al concetto di strategia.
Per ulteriori approfondimenti, vi invitiamo a contattare il gruppo Formazioni di Ultima Generazione (alla mail incontri@ultima-generazione.it o tramite i contatti interni) per organizzare una formazione apposita.
Una delle definizioni migliori di strategia è quella di Marshall Ganz:
“[Fare strategia è] trasformare che cos’hai in cosa ti serve per ottenere quello che vuoi”
Un’altra è di Paulo Freire:
“Che cosa possiamo fare oggi in modo da poter fare domani quello che non siamo in grado di fare oggi?”
Per ulteriori approfondimenti, leggi questo documento: https://vai.ug/wiki/teorie-cambiamento
La teoria del cambiamento spiega come e perché un piano, una serie di interventi, dovrebbe funzionare, quindi portare ai risultati e agli obiettivi desiderati. Si focalizza sui meccanismi causali: in che modo i vari risultati sono legati da rapporto di causa- effetto?
La strategia descrive il come ci si arriva: descrive gli interventi e le risorse che devono essere impiegati per raggiungere i risultati evidenziati dalla teoria del cambiamento.
Differenze chiave tra Teoria del Cambiamento e Strategia:

Quindi per fare strategia dobbiamo :
1- Sapere che cosa vogliamo ottenere (l’obiettivo finale, per come l’abbiamo evidenziato prima con la Teoria del Cambiamento, ma anche i risultati intermedi)
2- Fare una chiara analisi del problema e delle sfide che ci si prospettano
3- Fare un’analisi delle nostre risorse, del potere di cui disponiamo
Una buona strategia focalizza energie e risorse su uno o su pochi obiettivi cruciali, la cui realizzazione porterà a una cascata di eventi favorevoli. Una lunga lista di “desiderata” o di cose da fare non è fare buona strategia. Fare strategia significa scegliere.
Lo scopo di una buona strategia è offrire un modo potenzialmente realizzabile per superare una sfida fondamentale. Per questo una parte fondamentale del lavoro di strategia è stabilire cosa succede, comprendere la situazione.
L’idea più basilare della strategia è l'applicazione di punti di forza contro i punti deboli o l’applicazione dei punti di forza per sfruttare le opportunità.
I punti di forza sono quelli esistenti, (non potenziali), ma non sono necessariamente scontati. Spesso anzi un cambio di prospettiva, di punto di vista, aiuta a inquadrare in modo diverso la situazione e individuare dei punti di forza e possibili vantaggi.
Individuare i punti di forza e i possibili vantaggi ci permette di agire sfruttando delle leve, dei fattori che se utilizzati moltiplicano l’efficacia delle nostre risorse e delle nostre azioni. Il punto è focalizzare le energie e applicare la forza di cui disponiamo là dove avrà l’effetto maggiore. Una buona strategia crea vantaggio amplificando gli effetti di risorse e azioni.
Per questo, come abbiamo visto anche nella mappa della teoria del cambiamento, le attività non possono mai essere troppo numerose. Il punto è capire quale minima energia devo immettere per avere il massimo (in termini di quantità o qualità) dell’effetto.
Il nocciolo di una buona strategia è la sua essenza, l’insieme degli elementi chiave perché la strategia sia valida. Una buona strategia ha anche altre caratteristiche, ma se manca il nocciolo o è mal fatto, ha poche possibilità di avere successo.

Una diagnosi che definisce o spiega la natura della sfida.
Una buona diagnosi semplifica la complessità della realtà, spesso schiacciante, identificando certi aspetti come determinanti.
Una politica, un approccio guida per affrontare la sfida. Questo è un approccio generale per gestire o superare gli ostacoli identificati nella diagnosi. Una buona strategia è tale quando non si limita a fare leva sui punti di forza esistenti ma crea forza attraverso la coerenza del suo disegno. L’approccio guida si chiama così perché “incanala” l’azione in determinate direzioni senza definire esattamente che cosa si dovrà fare nel dettaglio.
L’approccio guida crea vantaggi prevedendo le azioni e le reazioni di altri, riducendo la complessità e ambiguità della situazione, sfruttando le leve che derivano dal concentrare gli sforzi su un aspetto cruciale e creando interventi e azioni coerenti.
Gli interventi e le azioni che li compongono devono essere coerenti, cioè devono concorrere insieme, in modo coordinato, al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati. Devono agire in sinergia, rafforzandosi a vicenda anziché competendo per le risorse disponibili o annullandosi reciprocamente.
Una buona strategia deve essere in grado di combinare disciplina (= avere un buon piano a cui attenersi quando possibile) e flessibilità per rispondere (non reagire!) a un cambio di contesto, mantenendo però la direzione prefissata.

La metafora è quella di una mappa: è importante pianificare il proprio viaggio, sapere dove si sta andando e come ci vogliamo arrivare, prevedendo gli ostacoli e decidendo come investire le proprie risorse. Ma la mappa non è il viaggio. Per questo è importante decidere cosa pianificare e per il resto investire nella propria capacità strategica di rispondere agli imprevisti.
Ricordiamo che un vero lavoro di strategia non è per natura periodico, regolare, ma piuttosto episodico. Si fa quando c’è davvero bisogno. Il resto dovrebbe essere un’implementazione della strategia, un dettaglio degli interventi e delle azioni che si faranno e una revisione dei passi successivi in funzione di quello che è avvenuto.