Link breve: https://vai.ug/wiki/finanza-azioni |
Queste azioni sono utili per dare visibilità alla campagna, parlare con più persone, portare emotività e passione nel tema e mostrare pubblicamente che possiamo scegliere dove tenere i nostri soldi. Sono però solamente una fonte di ispirazione: nella vostra strategia locale considerate sempre anche azioni specifiche per il vostro territorio, per il contesto in cui vi muovete e per gli obiettivi che vi siete dati.
L’obiettivo comune è molto semplice: aumentare il più possibile il numero di persone consapevoli che la propria banca può finanziare attività tossiche e distruttive e mostrare che esiste un’alternativa concreta: disinvestire e reinvestire nella finanza etica. Prima di fare qualsiasi azione, informatevi bene. Dovete sapere che cosa state dicendo e usare solamente dati che siete in grado di spiegare.
Narrazione generale della campagna:
https://vai.ug/wiki/narrazione-progetto-finanza
Lista delle banche tossiche:
https://vai.ug/wiki/lista-banche-tossiche
Quiz – scopri cosa finanzia la tua banca:
https://vai.ug/quiz-banca?f=wiki
Materiali grafici della campagna:
https://vai.ug/idv/campagna-banche
⚠️ Accedetevi usando queste credenziali: https://vai.ug/wiki/accesso-canva
Linee guida generali per le azioni:
https://vai.ug/wiki/gruppi-locali/azioni

La "Ribellione di Uno" è probabilmente l’azione migliore da cui partire quando una persona vuole esporsi pubblicamente in prima persona. La forma può essere molto semplice: scegliete una filiale della banca che volete contestare, sedetevi davanti — scegliendo se ostacolare o meno l’accesso — con un cartello scritto da voi e raccontate perché avete deciso di non accettare più che i vostri soldi vengano utilizzati in quel modo.
Il punto non è soltanto attirare l’attenzione della banca. Questa azione è particolarmente utile per due motivi.
Il primo è la preparazione personale. Scrivere perché state facendo l’azione, mettere ordine nelle vostre motivazioni e provare a raccontarle ad alta voce vi costringe a capire realmente perché questa cosa vi riguarda. Paura per il futuro, rabbia, senso di responsabilità, disgusto per gli investimenti in armi o fossili, desiderio di poter fare finalmente qualcosa: tutto questo diventa molto più comunicabile quando riuscite prima a riconoscerlo dentro di voi.
Il secondo è la comunicazione pubblica. Una persona normale che dice con il proprio volto “ho scoperto questa cosa, non la accetto e ho deciso di agire” può produrre immagini e video molto più forti di molti contenuti grafici. Quelle immagini possono poi essere diffuse sui social e aiutare altre persone a immaginarsi mentre fanno la stessa scelta.
Linee guida: https://vai.ug/wiki/siediti-cartello
1. Capite perché lo state facendo.
Prendetevi un momento e rispondete seriamente ad alcune domande: cosa avete scoperto sulla vostra banca? Quale informazione vi ha colpito di più? Perché non volete più accettarla? Che cosa vorreste che capisse una persona che passa davanti a voi?
Un esercizio molto semplice è farvi chiedere da una persona di fiducia per alcuni minuti:
Perché stai facendo questa azione?
Rispondete. Poi fatevi chiedere di nuovo perché. E ancora. Non cercate la risposta più intelligente: cercate quella più vera.
2. Scrivete una lettera.
Questo è uno dei passaggi che consigliamo di più. Scrivete una pagina, anche meno, spiegando cosa avete scoperto, perché vi riguarda e perché avete deciso di disinvestire.
Non deve sembrare un comunicato stampa. Può iniziare semplicemente da:
Ho scoperto che la banca in cui tengo i miei soldi finanzia…
Poi spiegate perché per voi questo è incompatibile con quello che volete sostenere.
La lettera vi servirà moltissimo: può diventare la base di quello che dite alle persone, del video che registrate, del testo che pubblicate sui social e, se volete, della dichiarazione che consegnerete alla banca quando chiuderete il conto.
3. Preparate un cartello personale.
Scrivetelo a mano. Deve essere leggibile da qualche metro e comprensibile in pochi secondi.
Meglio una frase vostra che uno slogan impersonale. Per esempio:
NON INVESTIREI MAI IN ARMI. NON VOGLIO CHE LO FACCIA LA MIA BANCA.
Oppure:
I MIEI SOLDI NON FINANZIERANNO PIÙ FOSSILI E GUERRA.
4. Non fatela realmente da soli.
La persona visibile può essere una sola, ma dietro deve esserci almeno una piccola squadra. Una persona può occuparsi delle fotografie e dei video, un’altra può rimanere vicina e aiutare se nasce una situazione spiacevole o se avete bisogno di fermarvi.
Concordate prima una cosa molto importante: non siete lì per litigare. Se qualcuno è aggressivo, non avete niente da dimostrare. Potete ascoltare, rispondere brevemente oppure interrompere la conversazione e prendervi cinque minuti di pausa.
5. Provate prima a raccontarla.
Provate a spiegare perché siete lì prima in 30 secondi e poi in due minuti. Chiedete a un amico di farvi una domanda scettica. Provate anche una domanda ostile.
L’obiettivo non è imparare una risposta perfetta. È imparare a non perdere il contatto con quello che vi ha portato lì.
Non aspettate la fine per accorgervi che nessuno ha fatto una foto decente.
Fate almeno: una foto chiara con la banca riconoscibile sullo sfondo; una foto del cartello; un video di 20–30 secondi prima dell’azione: “Oggi sono qui perché…”; qualche immagine mentre parlate con le persone; un breve video alla fine raccontando come vi sentite. Mettetevi d'accordo prima dell'azione con i responsabili del gruppo comunicazione per capire dove mandare il materiale della vostra RO1 in tempo reale.
Le immagini migliori devono trasmettere umanità, determinazione e possibilità. Non vogliamo persone che sembrano martiri: vogliamo persone normali che hanno scoperto di avere un potere e hanno deciso di usarlo.
Dopo l’azione prendetevi almeno 15 minuti insieme: come vi siete sentiti? Quali conversazioni hanno funzionato? Quali domande vi hanno messo in difficoltà?
Nonostante raccomandiamo di provare a fare questa azione esponendosi da soli, comprendiamo che per alcune persone tutto ciò possa essere completamente nuovo e possa spaventare. Se, al momento, nessuno si sente di esporsi da solo, si può valutare di fare la stessa azione in due persone.

Un buon banchetto non è un tavolo dietro cui aspettare che qualcuno venga spontaneamente a chiedere informazioni. È un posto da cui iniziare conversazioni.
Sul tavolo devono esserci pochi materiali chiari: manifesto, depliant, QR del quiz, QR o form per il disinvestimento e informazioni sul prossimo evento.
Tenete inoltre sempre aperta sul telefono o su un tablet la Lista delle banche tossiche, in modo da poter controllare rapidamente le informazioni relative alla banca della persona che avete davanti. La regola fondamentale è questa:
non vi deve nemmeno passare per l’anticamera del cervello di litigare con qualcuno per difendere le vostre posizioni.
Se una persona non è d’accordo, ascoltatela. Se critica la campagna, chiedetele perché. Se diventa aggressiva, ringraziatela e lasciatela andare. Il nostro obiettivo non è vincere discussioni. È fare in modo che più persone possibile si facciano una domanda sulla propria banca e si sentano accolte.
Linee guida per i volantinaggi: https://vai.ug/wiki/volantinaggio
Una domanda del genere permette semplicemente alla persona di rispondere “no” prima ancora di sapere di cosa state parlando.
È spesso più naturale iniziare direttamente con qualcosa che produca curiosità.
Per esempio:
Ciao! Che banca hai?
Oppure:
Ciao! Stiamo facendo scoprire alle persone cosa finanzia la loro banca. Tu quale hai?
Da lì potete partire.
Il quiz può diventare uno degli strumenti migliori per rompere il ghiaccio.
Provate, per esempio:
Che banca hai? Se indovini in cosa investe ti diamo una caramella.
Oppure:
Facciamo un gioco: dimmi la tua banca e prova a indovinare cosa finanzia. Se indovini, hai vinto una caramella.
È volutamente una cosa un po’ stupida. Ed è proprio questo il punto: rende l’interazione meno pesante, crea curiosità e permette di arrivare immediatamente alla banca concreta della persona.
Potete davvero tenere sul banchetto un barattolo di caramelle o un altro premio simbolico.
Poi aprite insieme il quiz:
https://vai.ug/quiz-banca?f=wiki
Quando appare il risultato, non partite immediatamente con una conferenza.
Chiedete:
Te lo aspettavi?
Oppure:
Quale di queste cose ti colpisce di più?
E ascoltate davvero la risposta.
| Fase | Cosa fare | Esempio |
|---|---|---|
| 1. Aggancio | Create curiosità immediatamente. | “Che banca hai? Stiamo facendo un gioco per vedere se le persone sanno cosa finanzia.” |
| 2. Fate parlare | Prima di spiegare, scoprite cosa pensa già la persona. | “Secondo te in cosa investe?” |
| 3. Mostrate il quiz | Cercate insieme la banca. | “Vediamo se hai indovinato.” |
| 4. Ascoltate | Fate una domanda successiva e lasciate parlare. | “Te lo aspettavi?” / “Quale sarebbe per te una linea rossa?” |
| 5. Date poche informazioni | Spiegate uno o due dati pertinenti, non dieci. | “Questa è la cosa che ha colpito di più anche me…” |
| 6. Portate sul potere personale | Fate capire che la storia non finisce con lo scandalo. | “La cosa interessante è che non siamo obbligati a lasciargli i nostri soldi.” |
| 7. Fate fare qualcosa | Quiz, promessa di disinvestimento, webinar o prossimo evento locale. | “Se vuoi capire come fare, possiamo farlo insieme / qui trovi il prossimo incontro.” |
| 8. Chiedete supporto | Una persona interessata può moltiplicare il messaggio. | “Conosci qualcuno a cui potrebbe interessare? Mandagli il quiz.” |
Quando una persona vi racconta perché si fida della propria banca, perché cambiarla le sembra complicato o perché non considera importante il problema, non preparate mentalmente la controargomentazione mentre sta parlando.
Fate una domanda in più.
Provate a capire quale sia il suo problema reale.
Se una persona dice:
Cambiare conto è un casino.
non rispondete subito con cinque motivi per cui non lo è.
Potete dire:
Qual è la parte che ti preoccupa di più?
A quel punto state finalmente parlando del problema reale di quella persona.
Le conversazioni più efficaci non sono quelle in cui riusciamo a recitare più dati. Sono quelle in cui la persona arriva a formulare da sola una domanda o una conclusione.
Quando una persona è interessata, evitate di concludere con:
Dai, guardaci quando arrivi a casa.
Molto probabilmente non lo farà.
Se possibile, fate il quiz insieme. Fate scannerizzare il QR. Mandate il link. Invitatela al prossimo incontro. Chiedetele di mandarlo a un amico.
Ogni conversazione dovrebbe lasciare almeno una piccola azione già fatta.
Qui linee guida generali per volantinare
L’attacchinaggio serve soprattutto a creare presenza.
Una persona può vedere un manifesto una volta e ignorarlo completamente. Ma se incontra lo stesso messaggio davanti all’università, nel bar dove prende il caffè, nella libreria del quartiere e vicino alla propria banca, comincia almeno a riconoscerlo e a capire che esiste una campagna.
La ripetizione aiuta a costruire familiarità e riconoscibilità. Questo non significa che ripetere automaticamente convinca le persone: significa che non dobbiamo scoraggiarci perché il primo manifesto sembra non produrre nessuna reazione.
Usate pochi visual forti e ripeteteli.
Per scaricare quelli aggiornati: https://vai.ug/idv/campagna-banche
⚠️ Accedetevi usando queste credenziali: https://vai.ug/wiki/accesso-canva
Ci sono tre modi principali per lavorare.

Utilizzate i manifesti generali della campagna, come quello:
NON INVESTIRESTI MAI IN ARMI. MA LA TUA BANCA LO FA CON I SOLDI DEL TUO CONTO CORRENTE.
Scegliete una zona precisa invece di disperdere dieci manifesti in dieci quartieri.
Pensate a una piazza, una strada molto frequentata, un’università o la zona intorno alla banca che volete mettere al centro della campagna. Usate gli spazi dove l’affissione è consentita e rispettate le regole locali. Ma soprattutto parlate con chi gestisce gli spazi: bar, librerie, circoli, negozi, associazioni, spazi sociali.
Potete entrare e dire semplicemente:
Stiamo facendo una campagna sulle banche e stiamo cercando alcuni posti del quartiere disponibili a tenere questo manifesto per qualche settimana. Possiamo lasciarvelo?
Se dieci attività intorno alla stessa piazza espongono lo stesso visual, ottenete una presenza molto maggiore che distribuendo gli stessi dieci manifesti in tutta la città. Anche davanti a una filiale potete creare un presidio visivo con cartelli mobili o materiali che non rimangano affissi alla proprietà della banca.
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Una seconda possibilità è costruire una piccola campagna locale contro una sola banca. In questo caso il manifesto deve contenere una contestazione semplice, verificabile e comprensibile.
Non riempitelo di cinque accuse diverse. Una banca, un fatto forte, una fonte, una richiesta. Per esempio, con i dati attuali sui combustibili fossili:
INTESA SANPAOLO: 4,7 MILIARDI DI DOLLARI AI COMBUSTIBILI FOSSILI NEL 2025.
2,4 MILIARDI AD AZIENDE CHE STANNO ESPANDENDO IL FOSSILE.
I TUOI SOLDI POSSONO STARE ALTROVE.
Poi QR del quiz o della campagna.
Prima di stampare materiale specifico contro una banca, contattate il coordinamento nazionale e comunicazione. I dati possono cambiare e un manifesto pubblico deve essere controllato molto meglio di una conversazione informale.
Se avete una buona idea locale, non significa che dobbiate aspettare che il nazionale inventi tutto. Proponetela voi: il nazionale può aiutarvi a controllare fonti e formulazioni e trasformarla in un materiale utilizzabile anche altrove.
Un terzo filone è lavorare direttamente sul linguaggio pubblicitario delle banche.
Le banche investono enormemente nel presentarsi come sostenibili, vicine ai territori, innovative, attente alle nuove generazioni. Possiamo costruire contro-pubblicità che metta quelle immagini accanto ai dati reali.
Non è necessario modificare materialmente una pubblicità esistente: potete creare un manifesto originale, un contenuto digitale o una grafica da utilizzare negli spazi in cui avete diritto di affiggerla.
Qui la regola è la stessa: non serve l’ironia fine a se stessa. Se stiamo parlando di miliardi destinati a fossili o armamenti, il contrasto può essere molto diretto. Per esempio, si può prendere l'estetica di una comunicazione sulla sostenibilità di una banca e sovrapporre un unico messaggio:
4,7 MILIARDI DI DOLLARI AI FOSSILI IN UN ANNO.
QUESTA È LA VOSTRA TRANSIZIONE?
Se avete un’idea forte di questo tipo, mandatela a comunicazione e al coordinamento nazionale: soprattutto online, una buona contro-pubblicità può diventare materiale utilizzabile contemporaneamente in molte città.

Questa è forse l’azione che più direttamente racconta il punto centrale della campagna: non siamo soltanto persone che denunciano qualcosa. Stiamo realmente togliendo i nostri soldi.
La forma migliore è farla in gruppo. Se siete quattro, cinque o dieci persone che hanno deciso di cambiare banca, organizzatevi per farlo nello stesso periodo e trasformate un insieme di decisioni private in un momento pubblico.
Non serve creare conflitto con chi lavora allo sportello. L’operatore bancario non è il nostro bersaglio. Siamo lì per comunicare una decisione alla banca e per dimostrare alle altre persone che quella decisione è possibile.
1. Assicuratevi di essere pronti davvero a cambiare.
Controllate quali procedure dovete fare, eventuali domiciliazioni, carte, accrediti dello stipendio e tutto ciò che serve per non crearvi problemi.
2. Fissate gli appuntamenti insieme.
Se possibile, prendete appuntamento nella stessa filiale nello stesso giorno, in orari consecutivi o comunque vicini.
Se appartenete a banche diverse, potete comunque scegliere una giornata comune e fare una piccola “giornata del disinvestimento”.
3. Preparate una dichiarazione personale.
Può essere molto simile alla lettera preparata per la Ribellione di Uno.
Tre pezzi:
cosa avete scoperto;
perché avete deciso che per voi è inaccettabile;
perché avete deciso di togliere il conto.
Non serve insultare la banca. Basta essere estremamente chiari.
Ho scoperto che la banca a cui affido i miei soldi continua a finanziare attività che considero incompatibili con il futuro che voglio sostenere. Per questo ho deciso di interrompere il rapporto e spostare il mio conto.
Prima di entrare, registrate ogni persona per 20–30 secondi.
Oggi sto andando a cambiare banca perché…
Fate una foto di gruppo davanti alla filiale.
Potete avere cartelli molto semplici:
OGGI DISINVESTO.
NON CON I MIEI SOLDI.
HO CAMBIATO BANCA. PUOI FARLO ANCHE TU.
Parlate con l’operatore in modo gentile e chiaro.
Se volete consegnare la vostra dichiarazione, consegnatela.
Non filmate clienti, schermi, documenti, carte o dati personali. Non riprendete i dipendenti senza consenso. Se le riprese dentro non sono consentite, non importa: le immagini realmente utili possono essere fatte prima e dopo.
Il conflitto è con le politiche della banca, non con la persona che quel giorno è seduta allo sportello.
Quando una persona esce, registratela di nuovo.
La prima parola può essere semplicemente:
Fatto.
Poi:
Ho cambiato banca. Pensavo sarebbe stato molto più complicato. L’ho fatto perché non voglio più che i miei soldi sostengano queste attività.
Questo contenuto è prezioso perché cambia completamente la narrazione.
Il messaggio che vogliamo sostituire è:
Cambiare banca è difficile, nessuno lo farà mai.
con:
Persone normali lo stanno già facendo. Sanno perché lo fanno e sono contente di averlo fatto.
Pubblicate una foto di gruppo, alcuni video individuali e un reel breve che racconti la giornata.
E soprattutto fate in modo che chi guarda trovi immediatamente il passo successivo:
Quiz:
https://vai.ug/quiz-banca?f=wiki
Lista delle banche tossiche:
https://vai.ug/wiki/lista-banche-tossiche
Non fate un’azione che finisce con una fotografia bella sui social.
Prima di iniziare dovete sapere dove volete portare le persone che incontrerete.
Può essere il quiz, la promessa di disinvestimento, la prossima attività del gruppo, una presentazione locale, l’ingresso nella chat o un’altra azione.
Idealmente organizzate già un prossimo appuntamento locale.
Se ancora non ne avete uno, c’è sempre il webinar fisso della campagna: l’ultimo lunedì di ogni mese alle 19, online. Durante l’incontro si spiega cosa finanziano le principali banche, come controllare la propria situazione e quali sono concretamente i passaggi per chi decide di disinvestire.
Webinar fisso: https://vai.ug/e/disinvestiamo
Quindi ricordate: visibilità → conversazione → scelta → prossimo passo.
È questo che trasforma un’azione isolata in una campagna.
Se sperimentate un’azione diversa da quelle indicate qui e scoprite che funziona, soprattutto se può essere replicata anche in altre città, scrivete al coordinamento nazionale della mobilitazione e a comunicazione. Questa pagina deve poter crescere con quello che impariamo sul campo.