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Abbiamo deciso di chiamare “DNA” l'insieme di quegli elementi imprescindibili di strategia, cultura, organizzazione che ci contraddistinguono e che rappresentano chi siamo e come vogliamo cambiare le cose.
Puoi scegliere di leggere questo documento o in alternativa guardare i video riassuntivi che trovi in una playlist a questo link: https://vai.ug/v/pillole-DNA.
Aggiornato al 01/09/2026
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Siamo oltre l’orlo del precipizio della distruzione del clima da parte delle élites: questa è una dichiarazione di guerra all’umanità. Se non li fermiamo presto, si attiveranno meccanismi irreversibili che porteranno alla desertificazione di quasi metà del pianeta. Miliardi di persone dovranno spostarsi per le temperature troppo alte, mancanza di cibo e acqua, guerre.
Ultima Generazione nasce da un gruppo di persone comuni consapevoli della sfida che abbiamo di fronte e stanche dell’inefficacia di marce, petizioni ed eventi culturali. Decise a fare tutto ciò che è in loro potere per portare il collasso climatico al centro dell’attenzione pubblica.
Un padre preoccupato per il futuro delle sue figlie, un agricoltore che aveva visto la siccità distruggere il suo raccolto, una veterinaria che aveva visto i boschi vicino a casa sua devastati da un incendio enorme, un operaio che sognava di fare il padre missionario, una donna che soffre di forti dolori cronici con cui combatte da una vita con grinta e un insegnante di storia e filosofia che ha deciso di lasciare la sua carriera di ricerca accademica.
Decidono che è ora di entrare in resistenza civile in modo radicale e senza compromessi: girano per tutta l’Italia per reclutare persone che sono pronte, come loro, ad andare in galera per lanciare un forte messaggio. Dodici persone bloccano il GRA di Roma il 6 dicembre 2021, la prima di 9 azioni dirette nonviolente in 11 giorni. A febbraio 2022 Ultima Generazione torna in strada con i primi imbrattamenti al Ministero della Transizione Ecologica (Mite) e uno sciopero della fame di 10 giorni che ha portato ad un incontro pubblico con Cingolani, allora ministro del Mite.
Da Aprile 2022, Ultima Generazione comincia ad essere sempre più strutturata e ad avere strategie di lungo termine. E’ co-fondatrice della rete A22, una rete internazionale che conta 10 campagne di resistenza civile nonviolenta in tutto il mondo occidentale.
Da quel momento abbiamo fatto centinaia di azioni di resistenza nonviolenta: abbiamo bloccato strade e jet privati; colorato palazzi del potere, interrotto manifestazioni sportive, concerti e messe; occupato sedi di partito e redazioni di giornali e abbiamo portato avanti uno sciopero della fame di 27 giorni. Abbiamo creato milioni di conversazioni. Siamo stati sui giornali, in radio e in televisione, dove abbiamo portato il collasso climatico al centro dell’attenzione mediatica. Contro di noi sono state scritte due leggi repressive. Siamo entrati a far parte dell’immaginario collettivo e della cultura di questo paese. Abbiamo organizzato centinaia di incontri, presentazioni, dibattiti e assemblee in tutta Italia, abbiamo parlato con migliaia e migliaia di persone. Siamo cresciuti, abbiamo creato gruppi da Torino a Venezia, da Trento a Catania.
Abbiamo affrontato e stiamo affrontando anche delusioni, frustrazioni e fallimenti, difficoltà interne, repressione. Ma sappiamo che cambiare le cose, trasformare la società, è un impegno serio e a tempo pieno e richiede responsabilità, direzione ed organizzazione. Se fosse così facile ottenerlo, sarebbe già successo.
Per questo vogliamo imparare dalla Storia, dal passato e da chi ci ha preceduto, sapendo che ci inseriamo all'interno di un lungo percorso, avvenuto in Italia e non solo, per la giustizia e la liberazione. Siamo persone normali sulle spalle di giganti.
La nostra storia è solo l’inizio, continueremo a fare azioni, disturbare, creare dibattito e incontrare persone. Ma ci impegneremo anche sempre di più per coinvolgere persone lungo tutto lo stivale e contribuire a organizzare un movimento rivoluzionario di massa.
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Ultima Generazione nasce dal sogno di una società equilibrata, responsabile e consapevole, in cui l’essere umano sappia vivere in armonia con gli altri, con l’ambiente circostante e con tutte le forme di vita. Vogliamo un Paese che abbia un piano concreto di adattamento al collasso degli ecosistemi e che questo piano sia realizzato coinvolgendo le persone e le comunità interessate.
Questa trasformazione non avverrà spontaneamente, ma richiede uno sforzo comune e una volontà decisa. Vogliamo cambiare le cose e vogliamo farlo in modo etico, fondato su valori. Vogliamo un'economia giusta, in cui soldi, risorse e servizi sono distribuiti in modo equilibrato. Chi può dare di più dà di più e ciascuno riceve secondo il proprio bisogno. E’ un modello economico basato sulla cooperazione, che tutela le persone e l'ambiente, e garantisce loro un futuro.
Promuoviamo un modello di agricoltura rigenerativa, che non utilizza pesticidi e fertilizzanti, che rispetta la pianta e il terreno, utilizzando poca acqua e garantendo la biodiversità e la fertilità a lungo termine. Sosteniamo le produzioni locali, stagionali e a basso impatto ambientale. Produzioni che sostengono i piccoli agricoltori, perché siano pagati il giusto prezzo e non messi al muro dalle grandi imprese. Sosteniamo l'abolizione degli allevamenti intensivi, la diminuzione del consumo di carne e di prodotti di origine animale, pagando il giusto prezzo agli allevatori per il loro lavoro e fornendo sostegno economico reale per passare a nuovi modelli di produzione. Questo ci renderà più adattabili alle incertezze del futuro, più liberi dalle oscillazioni dei prezzi decisi dal mercato, e più uniti come comunità locali.
Desideriamo un mondo senza guerre, libero da sfruttamento e dinamiche di dominio. Siamo orgogliosamente antifascisti.
Crediamo che ogni persona abbia il diritto di muoversi e di spostarsi liberamente, senza ostacoli ingiustificati.
Sogniamo una società responsabile, che pensa al bene comune, in cui le relazioni sono basate sul rispetto e sulla cooperazione. Crediamo in un mondo che dà uguali diritti a tutti, indipendentemente dalla loro ricchezza o dalla loro istruzione. Crediamo in un mondo in cui le persone sono considerate uguali a prescindere dal colore della pelle, dall'origine geografica, dalla loro lingua o dalla loro religione.
Crediamo in un mondo in cui la donna ha uguali diritti e possibilità rispetto all'uomo, perché possa realizzarsi pienamente come persona e nella società.
Sogniamo un mondo che pensa ai giovani e ai bambini, che li rispetta e che li coinvolge nelle decisioni e nel cambiamento. Che dona loro riconoscimento e dignità.
Sogniamo un mondo in cui la società è riconnessa con gli altri animali, con le piante e gli altri esseri viventi. In cui sappiamo di far parte di un equilibrio più grande di noi.
Immaginiamo inoltre un sistema educativo diffuso e accessibile, orientato alla responsabilità e alla collaborazione, che possa supportare questi cambiamenti e promuovere una cittadinanza consapevole.
Leggi qui la nostra visione: https://vai.ug/wiki/visione
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Diciamo la verità sulla situazione in cui ci troviamo. Ma diciamo anche la “nostra verità” ossia quello che pensiamo e che sentiamo. Ci prendiamo la responsabilità di farlo anche quando è una verità dolorosa e che può non piacere. Parliamo in modo sincero e diretto, con rispetto ed empatia. La libertà non significa fare solo ciò che si vuole, ma prendersi le proprie responsabilità. Per noi, libertà significa fare ciò che è giusto, anche quando comporta delle conseguenze.
Siamo persone normali, non siamo martiri né eroi. Prendiamo delle decisioni e delle scelte difficili, che possono avere ricadute più o meno pesanti. E’ difficile, ma è la difficoltà che milioni di persone comuni vivono ogni giorno nella propria vita. Anzi, tantissime persone si trovano in situazioni ben più gravi delle nostre. Perciò accettiamo multe, denunce e carcere senza prendere il ruolo di vittime. E allo stesso tempo ci uniamo insieme per farci forza e affrontarle, insieme ad altre difficoltà, con rispetto e dignità.
Crediamo nell’importanza dei leader e delle leader. Pensiamo che sia fondamentale che in un gruppo ci siano persone che si assumono la leadership, ovvero che “accettano la responsabilità di far sì che gli altri raggiungano uno scopo condiviso, e lo fanno in condizioni di incertezza”. Riconosciamo persone che mostrano caratteri da leader e allo stesso tempo sappiamo che esistono tipi di leadership differenti, che molte doti si possono imparare, e che ciascuno e ciascuna di noi può trovare il proprio ruolo.
Chi comincia è a metà dell’opera. Pianifichiamo e ci confrontiamo nella giusta misura per poi prendere una decisione e vedere come va. Sappiamo che la perfezione non esiste e che è inutile aspettarla. Quindi non siamo un gruppo che discute all’infinito e che non parte finché non è tutto perfetto. Ci diamo da fare. Come gruppi e come persone ci dedichiamo con serietà e impegno al progetto e ai nostri compiti, pur senza dimenticare di prenderci cura di noi stessi e degli altri. Sbagliando si impara. Chi non sbaglia, non impara, e ogni errore è un’opportunità per crescere. Perciò al termine di un lavoro o di un periodo ci diamo critiche costruttive, perché il fallimento è solo il primo passo verso il successo e miglioriamo continuamente grazie ad esso.
Ci mettiamo al servizio del progetto, lasciando da parte i nostri interessi personali e il nostro ego. Ci prendiamo la responsabilità delle nostre parole e delle nostre azioni, anche nei rapporti tra noi e verso l’esterno. Cerchiamo di confrontarci in modo costruttivo, senza un punto di arrivo: la critica e l’autocritica sana e la crescita individuale e di gruppo sono responsabilità di ognuno. Ci critichiamo con benevolenza ma onestà quando lo scopo è migliorare come progetto e come gruppo. Cerchiamo di parlarci in modo sincero e diretto. Anche se è difficile, cerchiamo di non parlare alle spalle e di affrontare i problemi direttamente con le persone coinvolte, facendoci aiutare se necessario. Ci parliamo con rispetto, sincerità e onestà e lo facciamo per il bene dell’altro, del gruppo e di noi stessi.
Ci relazioniamo tra noi cercando di non ricorrere alla prevaricazione e alla violenza.Ci impegniamo a costruire tra noi un rapporto di fiducia, rispetto, alleanza, chiarezza e supporto. Ci rispettiamo e collaboriamo, a prescindere da simpatie e amicizie, sapendo che non sempre chi è nostro amico ha più ragione degli altri.
Affrontiamo gli inevitabili conflitti che si generano attraverso percorsi di trasformazione del conflitto affidati a persone con le competenze necessarie. Quando il conflitto è di natura personale, supportiamo le persone coinvolte in un percorso che le aiuti a comprendere le ragioni dell’altra per arrivare a una riconciliazione o accordi di convivenza.
Intraprendiamo percorsi di crescita per migliorare come persone e come gruppo, incoraggiandoci e dandoci forza a vicenda. Allo stesso tempo sappiamo che la perfezione non esiste, che nessuno nella vita può considerarsi “arrivato”.
Siamo un gruppo di persone comuni, non di attivisti. Ciascuno di noi ha la propria storia e il proprio percorso di vita. Abbiamo idee per certi versi diverse. In molti casi, queste idee possono convivere tra loro senza che per forza dobbiamo identificare un “giusto” e uno “sbagliato”.Siamo aperti e accoglienti verso chi è diverso e non mettiamo limite alla loro partecipazione fintantoché sono d'accordo con le idee di Ultima Generazione espresse in questo documento. Incoraggiamo la loro partecipazione anche se non sono "come noi li vorremmo".
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La nostra storia, le nostre azioni e la nostra visione del futuro sono costruite su cinque (più uno) valori:
La Nonviolenza è il valore fondante, quello che attraversa e guida l’intera organizzazione. Cerchiamo di praticare la Nonviolenza non solo nelle nostre azioni esterne, ma anche nelle nostre relazioni interne, riconoscendo la portata rivoluzionaria di questo cambiamento. La Nonviolenza non è solo il mezzo, ma anche il fine e il fine della Nonviolenza è la riconciliazione tra tutti gli esseri umani e con la Natura. Per questo noi non odiamo i nostri avversari nonostante li contrastiamo con tutte le nostre forze. Non vogliamo neppure il loro dolore. Ci opponiamo al sistema corrotto e ingiusto che genera violenza. Ci opponiamo alle persone che esercitano violenza. Allo stesso tempo, non agiremo violenza contro di loro, non le odieremo ma continueremo a credere nel loro potenziale e nella possibilità di migliorare ed essere in futuro reintegrate nella nostra comunità. Siamo completamente concentrati su ciò che di positivo possiamo fare giorno per giorno e sul valore del nostro esempio. Siamo esigenti ma comprensivi con noi stessi e con il prossimo.
È la forza generatrice di ogni cambiamento, per questo motivo portiamo il conflitto sia verso l’esterno, sia verso l’interno. Una sana cultura del conflitto è quella che ci permetterà di crescere, come individui, come organizzazione e come società. Una società senza conflitto perde la possibilità di rinnovarsi e progressivamente perde la libertà ed ogni altra conquista sociale.
Nella nostra organizzazione esprimiamo il disaccordo e ci confrontiamo apertamente e con sincerità quando abbiamo divergenze di opinioni. Lo facciamo non allo scopo di vincere un dibattito o di “avere ragione” ma per costruire e migliorare continuamente il progetto. Impariamo a prenderci le responsabilità di quello che diciamo e quando vogliamo un cambiamento ci prendiamo la responsabilità concreta di portarlo avanti e di metterlo in pratica.
Sappiamo che con il collasso climatico e sociale sarà più difficile mantenersi, perderemo anche i beni di base, saremo costretti a spostarci, potremmo perdere dei nostri cari o la nostra casa. Ci vuole coraggio per riuscire a vivere il dolore, ci vogliono forza e consapevolezza per gestire utilmente la rabbia che ne scaturisce o per non finire schiacciati dalla sofferenza. Accettare questo dolore è il primo passo per poterci convivere e per elaborare il lutto.
Cura significa responsabilità, fiducia, rispetto, umiltà e dignità; è la motivazione per cui sappiamo che è l’Amore che tiene in piedi il mondo. La cura è verso noi stessi, verso le altre persone, gli animali, le piante e gli alberi, verso tutti gli elementi viventi e non. E’ un valore che tiene in considerazione i bisogni materiali, emotivi e psicologici dell’Altro. La Cura è un valore concreto, che sta nei piccoli gesti e nella semplicità. Vogliamo che i ruoli di cura all’interno della società abbiano il rispetto e il riconoscimento che meritano. Allo stesso tempo è un valore che viene intrapreso da tutti, che attraversa tutto quello che siamo e facciamo.
Ci unisce il sogno di un futuro migliore e di una società libera ancora da costruire. Sappiamo che quello che ci aspetta è difficile, è enorme, e fa paura. Ma possiamo lavorare per costruire il futuro che vorremmo: un futuro di pace, una società libera, un mondo giusto fatto di collaborazione e di Amore. Sogniamo un mondo in cui riusciamo a riconnetterci con le altre persone, gli altri animali, e la natura.
Nel valore del sogno c’è anche la possibilità di un mondo di abbondanza, dove tutti hanno accesso a tutto ciò che occorre per vivere una vita piena, nessuno sottrae ad altri, accumulando per se stessi, e tutto quello che c’è è utile, duraturo, piacevole, costruito con amore, condiviso e usato con cura.E’ un’abbondanza di servizi, di amicizia, di relazioni, di stimoli per la crescita individuale e collettiva.
Abbondanza non significa avere e produrre più del necessario, sperperare beni, e mettere al primo posto i soldi. Imparare la frugalità significa per noi tagliare il superfluo, non ricercare la felicità nei beni materiali ma piuttosto nella semplicità e nella relazione con se stessi e con gli altri. La visione di questo mondo di abbondanza, frugale e solidale ci farà da guida e da stimolo per cambiare noi stessi e realizzare quel percorso di liberazione che parte prima di tutto dal sé più profondo e che da lì si irradia e si espande.
Ondate di calore sempre più frequenti, siccità, incendi oppure invece bombe d’acqua e alluvioni. Il cibo costa sempre di più e sempre più prodotti saranno difficili da reperire. Nel frattempo siamo minacciati dallo scoppio della terza guerra mondiale e dall’avvento dell’intelligenza artificiale. E tutto questo è destinato a peggiorare in modo non lineare, molto più in fretta di quanto la maggior parte delle persone riesca a immaginare
Lo scenario più probabile di surriscaldamento globale, con un aumento di +2°C entro 2050, secondo le ultime previsioni degli scienziati vedrà possibile la morte di oltre il 10% della popolazione mondiale attraverso caldo estremo, carestie, collasso degli Stati, malattie, migrazioni forzate e guerre per le risorse.
E chi possiede il potere lo sa. I grandi gruppi finanziari, tecnologici e fossili studiano gli scenari climatici, costruiscono bunker, sviluppano sistemi per amministrare incendi, blackout e migrazioni e, nello stesso momento, continuano a finanziare ed espandere l’estrazione di petrolio e gas.
Non siamo davanti a persone che ignorano le conseguenze: siamo davanti a iper-miliardari che conoscono la catastrofe e scelgono di favorirla, perché i loro profitti dipendono ancora dalla sua causa e perché credono di potersi proteggere dalle sue conseguenze.
Il potere reale — economico, mediatico e politico — resta saldamente nelle mani di banche, grandi gruppi fossili e miliardari. Nessun governo, anche il più verde e progressista, ha oggi la forza di imporsi da solo a questo potere senza subire ritorsioni economiche e politiche pesanti.
Per questo Ultima Generazione pensa che non si possa risolvere questa situazione se non seguendo un approccio di rottura, ossia di conflitto con il sistema attuale (economico e politico) al fine di sostituirlo.
Ultima Generazione in questi anni ha scelto di adottare come approccio la resistenza civile, quindi di attuare questo cambiamento attraverso la lotta nonviolenta.
Ci siamo concentrati principalmente sulle azioni dirette nonviolente, cioè azioni di disturbo (verso le istituzioni, verso i colpevoli del collasso climatico, e verso il pubblico) che attirassero l’attenzione sul problema, spingendo le persone a prendere una posizione e ad unirsi al cambiamento.
Abbiamo accettato di farlo sapendo di poter creare un disturbo ma sapendo anche che questo non avrebbe diminuito il sostegno alla lotta che stiamo portando avanti. Abbiamo accettato (e accettiamo ancora) di provocare, di disturbare e di non piacere, perché pensiamo sia importante innanzitutto dire la verità e intervenire per fermare un male peggiore, per tutti, nel prossimo futuro.
Come abbiamo detto nella nostra storia, le nostre azioni sono state viste da milioni di persone, sono state all’attenzione mediatica nazionale, hanno provocato migliaia di conversazioni. Sempre più persone oggi considerano accettabile anzi desiderabile aumentare la radicalità delle proteste e non fermarsi soltanto a petizioni o cortei.
La nostra strategia dei primi anni ha avuto un senso per questo: creare polarizzazione, aumentare la consapevolezza sul collasso climatico, spingere le persone ad adottare tattiche più radicali, nella cornice della nonviolenza.
Ma la nostra strategia ha avuto anche dei punti deboli: non abbiamo ottenuto le richieste che abbiamo portato al governo con le nostre campagne.
Questo è il motivo per cui la nostra nuova strategia non prevede più richieste di riforme alle istituzioni nazionali. Non lo escludiamo per il futuro, ma pensiamo che ora non abbia senso e rischi anzi di farci cadere in una strategia riformista inefficace.
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Questa è ora quella che possiamo chiamare la nostra missione: Ultima Generazione nasce per scuotere l’opinione pubblica sulla crisi eco-climatica attraverso azioni di disobbedienza civile nonviolenta. Oggi la nostra azione è per fare, non per chiedere. Ultima Generazione organizza le persone per costruire potere collettivo. La nostra forza decisiva contro una minuscola élite super-ricca è semplice: noi siamo molti, loro sono pochi. Per questo dobbiamo trasformare la diffusa sofferenza e la solitudine delle persone comuni nel desiderio di organizzarsi e lottare per riprendere il controllo su risorse essenziali come acqua, cibo, energia, casa e terra, e per ricostruire comunità e legami. |
Pensiamo che sia necessario costruire un vero e proprio potere alternativo: creare organizzazioni radicate nei territori, capaci di rispondere ai bisogni reali delle persone e, allo stesso tempo, di entrare in conflitto con chi oggi detiene le risorse e decide cosa farne.
Per 'potere alternativo' intendiamo la capacità delle comunità di creare, possedere e organizzare le proprie risorse e di prendere decisioni collettive sui propri bisogni fondamentali, senza delegarle a chi oggi detiene potere economico o istituzionale e di farlo in modo da assumere il potere di contrapporsi a quei poteri.
La costruzione e il conflitto devono andare insieme: costruire senza mai entrare in conflitto porta a farsi assorbire dal sistema; fare solo conflitto senza costruire nulla resta simbolico e isolato.
Ultima Generazione sta continuando a seguire l’approccio nonviolento della resistenza civile.
La strategia nuova non cancella le considerazioni del passato, ma si adatta al contesto attuale e ai nostri apprendimenti negli anni.
Il nostro obiettivo a lungo termine è quindi questo (è scritto come se fosse già stato raggiunto):
| Decine di migliaia di persone sono coinvolte attivamente e a lungo termine in un movimento per la giustizia climatica che ha costruito le infrastrutture necessarie per esercitare potere sia politico che economico all’interno e all’esterno del sistema. Grazie a queste infrastrutture, le persone organizzate hanno anche i mezzi per affrontare il collasso climatico in modo autonomo rispetto allo stato, nel modo più giusto e duraturo possibile. |
Abbiamo deciso di lavorare su tre ambiti di azione per raggiungere l’obiettivo:
Puoi leggerli più nel dettaglio qui.
A partire da questi ambiti costruiremo campagne, più o meno lunghe e articolate in modo diverso, per raggiungere i singoli obiettivi.
Mentre la strategia di potere alternativo è una direzione per il lungo termine che non cambieremo (o non velocemente) queste campagne possono essere cambiate, riviste e integrate più velocemente, a seconda di come cambia la situazione intorno a noi e di ciò che apprendiamo strada facendo.
Inoltre questi sono i 3 ambiti su cui abbiamo scelto di agire come organizzazione, ma non sono gli unici cui bisogna intervenire. Altri settori come cibo, energia, salute, solidarietà durante gli eventi estremi devono essere considerati come strategici e prioritari per un movimento (nel senso più ampio del termine) che voglia creare un potere alternativo al sistema e in grado di soppiantarlo.
Questo è il motivo per cui continueremo a collaborare, sempre di più, con altri gruppi e organizzazioni.
Approfondisci la nostra strategia a lungo termine qui: https://vai.ug/wiki/strategia-10-anni
| Puoi trovare un video alternativo al documento qui: https://vai.ug/v/pillole-DNA-organizzazione |
La nostra organizzazione segue una gerarchia funzionale, cioè una struttura con un gruppo dirigente (il “Gruppo Nucleo”) e che crede nell’importanza di avere leader su più livelli. La definiamo funzionale perché a) cerca di essere funzionale al progetto comune e non a interessi personali di potere e di privilegio, b) cerca di essere etica. Il Gruppo Nucleo coordina le attività principali e si prende cura delle risorse più importanti per il progetto.
Oltre al gruppo che guida, ci dividiamo in gruppi di lavoro e gruppi locali: ogni gruppo ha un proprio compito specifico, delle proprie specifiche responsabilità. In merito a questo compito, che viene reso trasparente e chiaro al resto dell’organizzazione, ogni gruppo ha autonomia e potere decisionale. Ci sono quindi gruppi che si occupano della comunicazione, altri che forniscono supporto legale e così via. Ogni gruppo a sua volta definisce al proprio interno dei ruoli, in modo da distribuire maggiormente le responsabilità.
La nostra struttura cerca di distribuire potere e responsabilità, creando e accompagnando leader su più livelli. A tutti i livelli dell’organizzazione, creiamo ruoli formali, con mandati e compiti chiari. Combattiamo l’attitudine di guadagnare tanto potere attraverso le relazioni personali e non attraverso il lavoro e il servizio pratico per l’organizzazione. In questo modo, ogni persona ha la possibilità di prendersi sempre più responsabilità e potere all’interno dei propri compiti, in una visione di responsabilizzazione collettiva. Pensiamo che il potere richiede responsabilità: riconosciamo l’esistenza e la necessità dell’umile esercizio del potere, al servizio della comunità e del progetto.
Ci siamo dotati di una Costituzione, che riassume i principi organizzativi di Ultima Generazione, che definisce criteri di ingresso e di uscita dal gruppo Nucleo, criteri e modalità di allontanamento di una persona dalla comunità, eccetera.
Crediamo negli accordi di gruppo, ossia regole condivise che ci permettono di lavorare meglio e di creare una buona squadra. Ogni gruppo può decidere i propri accordi, o adottare quelli base suggeriti.
Lavoriamo perché ci sia chiarezza e accessibilità delle informazioni in tutti i livelli della struttura.
Ci affidiamo alla facilitazione come strumento al servizio dell’organizzazione. La facilitazione è l'arte di guidare i gruppi verso riunioni efficaci, con turni di parola chiari, agende strutturate e obiettivi concreti. Permette di concludere gli incontri con decisioni condivise e compiti ben definiti. Non è solo una tecnica, ma un approccio che valorizza sia i processi che le persone, eliminando il caos delle riunioni disorganizzate e rendendo il lavoro più produttivo e inclusivo.
La nostra modalità di lavoro segue un modello “pianificazione - attuazione - valutazione e apprendimento - pausa”. Ogni gruppo e ogni ruolo pianifica i passi successivi rispetto al proprio compito. Passa quindi all’azione, all’attuazione del piano. Raccoglie informazioni su come sta andando e su quali sono i risultati. Al termine di un periodo prestabilito (di solito alla fine di una campagna o di un periodo di azioni) si fanno quindi delle valutazioni su come è andata, ci si condivide opinioni, si fa lavoro di critica e autocritica. E ci si prende un momento di riposo, prima di ripianificare. Tutto questo è importante per migliorare, per darci come obiettivo l’apprendimento continuo e per aggiustare il tiro man mano che aumenta la nostra esperienza.
Approfondisci qui: https://vai.ug/wiki/costituzione, https://vai.ug/wiki/gerarchia-funzionale
Se ti ritrovi nella nostra visione del mondo e nei nostri valori, se sei d’accordo con la nostra strategia, se condividi i principi organizzativi e della cultura del lavoro, sei benvenuto / benvenuta in Ultima Generazione. Abbiamo bisogno di te!