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Uno degli aspetti più delicati per un gruppo è l'integrazione di nuove persone.
Spesso infatti, dopo tanti sforzi nell'organizzare eventi di reclutamento, ci ritroviamo ad essere sempre le stesse persone. Facciamo fatica a coinvolgere chi si è avvicinato, a farlo/a sentire parte del gruppo, farla contribuire e rimanere.
Questo documento vuole fornire qualche piccolo consiglio e spunti per migliorare la nostra capacità di integrare persone nuove e farle sentire veramente parte del gruppo.
Individuate nel vostro gruppo una o più persone che per volontà e carattere, vogliono dedicarsi all'integrazione di nuove persone.
E' importante considerare quali bisogni potrebbe avere la persona da integrare, ma anche quali sono i bisogni del gruppo ed eventualmente dei singoli membri.
La persona nuova potrebbe avere diversi bisogni: bisogno di efficacia (vuole cambiare il mondo e vuole trovare un gruppo disposto a farlo e in cui lei può farlo), di sentirsi utile (vuole contribuire, essere parte del cambiamento e sapere che ciò che fa è importante), di accettazione (vuole sentirsi capita, non giudicata), di appartenenza (vuole sentirsi parte del gruppo, essere della comunità), di relazione (vuole trovare nuove amicizie, trovare forme diverse con cui relazionarsi nel mondo), eccetera.
Per provare a indagare i bisogni della persona, può essere utile leggere questo documento e usare questa “mappa dell'empatia”.
E' bene non dimenticare che anche il gruppo ha i suoi bisogni, che non devono essere trascurati. Ad es. un gruppo potrebbe avere come bisogni da rispettare: bisogno di efficacia (riuscire a raggiungere gli obiettivi prefissati, riuscire a realizzare qualcosa di concreto), bisogno di allineamento (avere persone allineate con il DNA dell'organizzazione e comunque in linea con il gruppo), bisogno di stabilità e di costanza (sapere che l'altra persona garantirà presenza e continuità), eccetera.
Per provare a indagare i bisogni del gruppo potrebbe essere utile leggere questo documento (Condizioni per un gruppo efficace).
Per questo il gruppo potrebbe decidere di investire più energie nell'integrazione di una persona e al contrario investirne di minori (o non investirne affatto) in persone che non crede possano contribuire all'efficacia e al benessere del gruppo.
E' importante ricordare che integrare una persona non significa semplicemente aggiungerla alle chat del gruppo e chiederle di partecipare alle riunioni, assegnandole man mano dei compiti e facendola partecipare alle decisioni.
Ci sono diversi aspetti da considerare, che un po' semplificando possiamo raggruppare in queste 3 categorie, che cercano di coniugare nel concreto i 3 bisogni universali:

Dovremmo perciò considerare questi aspetti e soprattutto tradurli in azioni concrete,
Non tutto è da fare subito: la gradualità dei passi che facciamo e delle informazioni che condividiamo è fondamentale, sia per non confondere la persona sia per capire se vogliamo davvero fidarci e investire su di lei. Sappiamo che soprattutto alcune informazioni, sono riservate solo a chi è pienamente dentro.
Allo stesso tempo è importante considerare tutti questi aspetti in ogni fase dell'integrazione.
La persona nuova sente di appartenere (ovviamente con delle sfumature crescenti) al gruppo quando:
La persona nuova sente di avere informazioni, conoscenze e comprensioni del gruppo e dell'organizzazione quando:
La persona nuova sente di essere efficace, di contribuire nel concreto quando
Ecco alcuni buoni consigli nell'assegnare responsabilità:
→ Spiega il perché (motivazione e fine) e mantienilo chiaro nel corso del tempo: qual è l'obiettivo da raggiungere? Perché abbiamo bisogno di te?
→ Gradualità: assegna responsabilità crescenti. Puoi trovare un esempio qui.
Il livello di difficoltà deve essere tale da permettere alla persona di uscire dalla zona di comfort e crescere, ma non troppo difficile da demotivarla e farla entrare in situazione di ansia.
→ Responsabilità “a progetto” oppure “a passaggi”: soprattutto per alcune persone può essere utile in un primo momento impegnarsi non a lungo termine e con costanza ma per qualcosa di specifico che ha una durata definita. Es. “aiutami a organizzare la prossima azione” è ben diverso da chiedere “entra nel gruppo Azioni”. Anche le responsabilità costanti quindi possono essere spezzate in progetti. Questo aiuta la persona a sapere se sarà disponibile e inoltre la aiuta a vedere concretamente quello che può realizzare. Aiuta anche te ad assegnare responsabilità senza timore di dover “togliere il ruolo alla persona”, cosa che è sempre difficile, ma semplicemente non rinnovando la richiesta di aiutare per il progetto successivo (o cambiando compito).
→ Responsabilità giusta per la persona (ma non troppo): non tutti siamo capaci a fare bene tutto. E' importante considerare le reali capacità della persona nello svolgere un compito. Allo stesso tempo è importante anche non “disegnare la responsabilità sulla persona” ma chiedere di fare cosa è necessario. Questo aiuta da un lato a creare una cultura di servizio, in cui non facciamo solo quello che ci piace ma siamo a disposizione dell'efficacia e del benessere comune, dall'altra aiuta molte persone che preferiscono avere una richiesta chiara anziché scegliere tra infinite responsabilità che vengono loro proposte.
→ Affianca la persona ad altre persone o a un gruppo: non farla sentire sola.
Questo può essere un altro modo di concretizzare la gradualità: “La prima volta mi guardi svolgere il compito. La seconda volta lo fai tu mentre io sono con te e ti assisto. La terza volta lo fai da sola e mi chiami solo se hai bisogno”.
→ Fornisci formazione adeguata, che le fornisca conoscenze e capacità sufficienti ad assumere la responsabilità.
→ Programma fin dal principio degli incontri di valutazione /autovalutazione e scambio, in cui potete confrontarvi su come va e in cui puoi accompagnarla meglio nelle sue difficoltà tramite tutoraggio. Non devono essere troppo frequenti, ma l'importante è che siano regolari.
Puoi trovare maggiori dettagli per organizzare un incontro per assegnare le responsabilità qui: Come integrare una persona: l'incontro 1-1.
Per maggiori approfondimenti ti consigliamo di leggere questo documento (Caratteristiche per un buon ruolo)