Storicamente tutti i principali movimenti per il cambiamento sociale (a partire dal movimento operaio in Italia e negli altri Paesi europei) sottolineavano fortemente la costruzione di reti di mutuo aiuto come parte fondamentale della lotta. Mutuo aiuto significa sostenersi a vicenda per soddisfare i bisogni primari, organizzandosi per aumentare la fiducia reciproca e la possibilità di fare fronte agli imprevisti. Inoltre il mutuo aiuto è fondamentale per permettere la continuazione stessa dell'azione politica nonostante la repressione.
Negli anni all'interno di Ultima Generazione abbiamo avuto molte occasioni per offrire e ricevere aiuto spontaneo e informale. Questo è un ottimo segno di una comunità coesa e forte. Ma non basta. Per affrontare le sfide che ci aspettano dobbiamo costruire anche reti e accordi formali che ci diano più resilienza.
Il mutuo aiuto risponde ai nostri valori fondativi, è una forma di cura e un modo concreto per creare speranza e realizzare ora il nostro sogno di una società solidale. Raggiungere il massimo dell'adattamento al collasso climatico, economico e sociale è uno dei nostri obiettivi a lungo termine: ma una parte importante dell'adattamento sarà proprio il mutuo aiuto, perché lo Stato verrà travolto dal collasso e già ora non riesce (o non è interessato) a garantire i bisogni primari delle persone. Molti di noi, dentro e fuori dal movimento, sono già in difficoltà economica e fanno fatica ad andare avanti da soli.
Per tutte queste ragioni è importante iniziare a costruire reti di mutuo aiuto all'interno del movimento e, nel tempo, portare questa attività anche all'esterno, come parte integrante dell'attività di Ultima Generazione.
All'interno del movimento esistono già delle strutture e degli esperimenti di mutuo aiuto che meritano più attenzione e partecipazione. Sono un piccolo inizio, ma ogni viaggio inizia con un passo. Ad oggi esistono:
le Case Rifugio
la rete di Soccorso e Mutuo Supporto (rete SMS)
i gruppi di economia comune
Di seguito viene spiegato cosa sono e come partecipare
Sono case private e altre strutture che mettono a disposizione spazi per gli attivisti di Ultima Generazione per uno dei seguenti scopi:
Breve soggiorno per riposare, ricaricarsi o affrontare momenti difficili. Sono spesso in campagna, o comunque in contesti positivi.
La disponibilità per fissare la residenza. Questo può essere utile per chi non ha altre possibilità, per chi vuole uscire ufficialmente dal nucleo familiare (per esempio per poter accedere al gratuito patrocinio), e per qualunque altra ragione burocratica o amministrativa.
Disponibilità a essere eletti domicilio nel caso in cui un giudici commini l'obbligo di dimora. In questo caso ovviamente chi ha l'obbligo di dimora potrà trascorrere lì periodo relativo abitando nella casa rifugio.
Affitto a prezzi contenuti o gratuito per periodi brevi, medi o lunghi.
Tutte queste opzioni possono essere soggette a condizioni che variano da casa a casa.
Per trovare aiuto in una Casa, o se se sei interessato a mettere a disposizione il tuo spazio contatta il Gruppo Logistica e/o Barbara (@vasantilla su Telegram, telefono 3391369637)
La rete SMS si ispira alle esperienze del movimento operaio nel corso dell'Ottocento e del primo Novecento, come la Società Operaia di Mutuo Soccorso, che permettevano agli operai in sciopero (in un'epoca in cui scioperare era illegale) di poter sopravvivere e mantenere le proprie famiglie, oltre a garantire la prima forma di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro. Il principio della rete è molto semplice: chi aderisce alla rete versa periodicamente un piccolo contributo, che va a costituire una cassa comune. In caso di difficoltà economica di qualunque tipo, chi ha aderito alla rete può chiedere un aiuto economico che viene coperto con i soldi della cassa. Anche un contributo relativamente piccolo può fare la differenza per superare un momento difficile (sanzioni pecuniari amministrative o penali, sequestri, pene detentive, perdita del lavoro, carovita, ecc).
Le persone potranno accedere al supporto di cui hanno bisogno per affrontare un periodo di difficoltà economica o per venire incontro a bisogni derivati da stress intenso, da un trauma o dalla necessità di prendersi cura di sé a livello fisico, psicologico e spirituale.
Seguiamo il principio di frugalità nel non chiedere più di quanto abbiamo bisogno, avendo cura di gestire le risorse economiche e materiali con morigeratezza.
Si incoraggiano le persone alla proattività nell’organizzarsi in gruppi superando il paradigma individualista ed entrando nell’ottica di una vita comunitaria, accogliendo altre persone che ne hanno bisogno, prendendo accordi interni, abituandosi alla pratica di scambiarsi riscontri e impegnandosi a gestire eventuali conflitti con gli strumenti di cui disponiamo.
Può accedere a un supporto di tipo economico, per il principio di reciprocità, solo chi si impegnato a contribuire al fondo SMS.
La raccolta di un fondo economico è periodica e finalizzata solo a sostenere chi ne ha bisogno e appartenente alla rete SMS, non c’è scopo di lucro. La gestione del fondo è a carico dei responsabili SMS con la supervisione del Comitato di sostegno al movimento Ultima Generazione.
I soldi confluiranno nel conto di Banca Etica del “Comitato di sostegno al movimento Ultima Generazione”. Al crescere della rete sarà possibile creare un conto autonomo. La gestione amministrativa avverrà con una rendicontazione periodica e trasparente.
Se una persona non vuole far più parte della rete i soldi che ha già donato rimangono nel fondo.
I contributi sono semestrali e il rinnovo avviene a scadenze fisse (inizio primavera e inizio autunno) uguali per tutte. Chi aderisce a semestre iniziato versa comunque la quota intera.
Il contributo semestrale minimo è di 30 Euro a semestre. Chi ha maggiori risorse economiche può contribuire in misura maggiore, nello spirito di frugalità e secondo il principio di far arrivare le risorse dove sono più necessarie.
Possono presentare la richiesta tutte le persone di Ultima Generazione appartenenti alla comunità estesa che abbiano aderito alla Rete SMS attraverso le quote previste.
Chiunque abbia aderito alla rete può richiedere un sostegno economico attraverso l’apposito modulo o contattando chi gestisce la rete. Chi gestisce la rete gestirà la richiesta garantendo l’anonimato della persona che ha fatto richiesta.
Al momento è possibile richiedere un aiuto massimo di 300 Euro. Al crescere della cassa comune sarà possibile aumentare questa soglia. Chi fa richiesta può richiedere una donazione, che non dovrà essere restituita, o un prestito.
Nel caso in cui i fondi della rete non siano sufficienti a sostenere la richiesta è possibile avviare una raccolta straordinaria, sia tra chi già aderisce alla rete che nella comunità estesa di Ultima Generazione
¶Dopo quanto si riceverà una risposta e secondo quali criteri?
La domanda viene valutata da una commissione di 5 persone (1 referente + 4 estratte a sorte tra chi ha aderito alla rete). Verrà chiesto alle persone di mantenere riservatezza sulle richieste che verranno portate in forma anonima dal referente.
La domanda verrà valutata sulla base di criteri prestabiliti e verrà presa una decisione nel modo più consensuale possibile. L’esito verrà inviato entro 20 giorni via mail dal ricevimento del questionario.
Principali Criteri:
Persone con processi penali in corso hanno la priorità
Persone maggiormente soggette a forme di oppressione all’interno dell’attuale assetto sociale hanno la priorità
Un gruppo di economia comunque è un piccolo gruppo di persone (tra 3 e 8) che ha deciso di condividere introiti e spese per un lungo periodo. Il primo gruppo pilota all'interno di Ultima Generazione è nato a fine 2024. La costruzione di un gruppo di economia comune è un processo che richiede un certo tempo per creare fiducia e stabilire accordi e modalità di condivisione che rispondono ai bisogni di chi partecipa (ogni gruppo avrà accordi diversi).
Partecipare a un gruppo di economia comune è certamente più difficile e “sfidante” che aderire a un progetto come la rete SMS, ma garantisce anche maggiore sostegno e resilienza ai suoi membri, oltre a essere un modo più radicale di trasformare la visione individualistica e competitiva del denaro a cui siamo abituati.
In Italia è attivo un primo gruppo di economia comune che si chiama PGrEco. Si è formato a dicembre 2024 dopo alcuni incontri di preparazione con Dennis Baltz, un giovane tedesco che, da alcuni anni, segue dei gruppi in Germania.
Quattro persone: Aldo, Daniele, Federica e Maria Letizia hanno deciso un primo periodo di sperimentazione di tre mesi che ha avuto successo. Dopo di che hanno deciso di continuare seguendo delle regole minime di condivisione delle risorse economiche.
Si mantengono degli incontri periodici su zoom (di solito ogni due settimane) e quando si riesce si organizzano dei momenti in presenza.
Il 28 febbraio 2025 è stato presentato pubblicamente il progetto presso il centro Casapace di Milano con la partecipazione di una ventina di persone tra UG e altre esterne.
Per altre informazioni sui gruppi esistenti e per ricevere sostegno nella creazione di un nuovo gruppo scrivi a Aldo (aldoribo@gmail.com) o Daniele (daniele.quattrocchi@gmail.com)
Dobbiamo condividere tutti i nostri soldi? La scelta su cosa e come condividere va presa insieme all'interno del gruppo. Potete decidere di escludere dalla condivisione alcune cose (per esempio le proprietà, le eredità, i soldi che avete alla partenza del progetto, oppure alcune spese straordinarie). Potete anche iniziare con una condivisione più limitata e espanderla con il passare del tempo e l'aumentare della fiducia.
Dobbiamo vivere insieme o nella stessa città? Assolutamente no. Potersi incontrare dal vivo con facilità può aiutare (anzi è bene farlo regolarmente), ma potete essere in qualunque parte del mondo.
Come faccio a fidarmi? Come faccio a sapere che non scapperanno con i miei soldi? L'elemento fondamentale di un gruppo di economia comune è la fiducia reciproca. Costruire la fiducia può richiedere tempo e impegno, incontri, condivisioni, confronti, esperienze comuni, esperimenti graduali di condivisione. Potrete decidere di creare meccanismi che vi tutelino, ma nessuno funzionerà davvero senza fiducia.
Dove mettiamo i soldi? Dobbiamo avere un conto comune? Anche questa sarà una decisione da prendere insieme. Si può avere un conto comune, ma non è necessario. Ci possono essere molti modi creativi per condividere i vostri soldi. La cosa fondamentale è entrare nell'ottica che si tratta di soldi di tutti, indipendentemente dalla persona a cui è intestato il conto su cui si trovano o il materasso sotto cui sono nascosti.
Cosa succede se una persona lascia il gruppo? Si trova senza soldi? Ogni gruppo prende accordi diversi su questo. Per esempio potete accordarvi su una cifra che il gruppo assicura a chi esce (può anche essere diversa da persona a persona a seconda delle esigenze), oppure che tenete una parte dei vostri soldi fuori dalla condivisione per assicurarvi una certa autonomia in caso di uscita.
Ma se quello che ho basta appena per me? Potrai ricevere aiuto da chi ha più risorse. E magari contribuire in altri modi non finanziari. E non è detto che la situazioni non cambi in futuro.
Come gestiamo il fatto che alcuni guadagnano di più e altri di meno? Il principio su cui si basa un gruppo di economia comune è che tutti ricevano secondo i propri bisogni e contribuiscano secondo le proprie possibilità. È un principio diverso da quello del “merito”. Inoltre spesso nella nostra società le retribuzioni sono profondamente ingiuste e illogiche (alcuni lavori utili sono pagati meno di lavori dannosi, o non sono pagati affatto). Un gruppo di economia comune è anche un modo per riequilibrare queste logiche.
Come gestiamo il fatto che alcuni spendono di più e altri di meno? Vedi sopra. Le spese possono essere diverse anche perché ci troviamo in situazioni diverse (figli, famiglia, eccetera).
Se siamo tutti “poveri”, che senso ha fare un gruppo di economia comune? Se siete riusciti a sopravvivere finora separatamente, ci riuscirete anche insieme. Essere insieme non vi renderà ricchi da un giorno all'altro, ma vi permetterà comunque di affrontare gli imprevisti con maggiore resilienza (perché è più difficile che vada male a tutti nello stesso momento). Inoltre non essere soli è importante anche dal punto di visto psicologico e emotivo.
Ma alla fine non ci approfittiamo di chi guadagna di più all'interno del gruppo? È importante che all'interno del gruppo ci sia un senso di equità. Ma equità non vuol dire essere uguali in tutto. Chi per qualsiasi ragione ha più risorse finanziare può essere felice di contribuire per sostenere chi ne ha meno, e che magari dà un contributo importante ma non retribuito al gruppo o alla società (per esempio come attivista, o prendendosi cura di un bambino o un anziano)