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Adottare le misure di sicurezza nei nostri dispositivi informatici e digitali è fondamentale per proteggere noi stessi e tutte le altre persone di Ultima Generazione in caso di intercettazioni e perquisizioni (già avvenute e che avverranno di nuovo).
Abbiamo chat come Piazzetta e spazi di lavoro come Mattermost in comune, abbiamo accesso agli stessi documenti e piani su kDrive, abbiamo accesso tutti insieme a pagine della Wiki con contatti di referenti e coordinatori. Ignorare le buone pratiche di sicurezza espone tutto questo alle Forze dell'Ordine rischiando di compromettere azioni, persone e l'intera struttura.
In questa pagina abbiamo elencato alcune misure fondamentali che tutte le persone di Ultima Generazione devono adottare. Si tratta per la maggioranza di azioni che richiedono pochi click e semplici precauzioni.
Per qualunque dubbio o richiesta di supporto il nostro helpdesk è a tua disposizione: https://vai.ug/help
Tempo richiesto: 40 minuti di lettura, da 20 minuti a 1 ora circa per applicare tutte le buone pratiche.
È tanto, lo sappiamo. È fondamentale però dedicare il tempo necessario a proteggere noi stessi e le persone che con noi fanno parte di Ultima Generazione.
La password è il primo strumento di protezione, di tutto. Di un account, di un telefono, di un computer, di un file. Per questo motivo tutte le nostre password devono essere sicure e difficili da indovinare.
Ecco alcune buone pratiche da seguire quando scegliamo una password:
Usare un generatore di password, un'app che permetta di creare password combinando lettere a caso, è quindi il sistema migliore per creare delle password sicure.
19JwgLh-vdH-Tk57è una password sicura,Cane-Affamato01,iloveUGveramentetant0eRoma23.MAGGIO.2026invece non lo sono.
Crepuscol0-Crocchett3-Idill1-Autotrasportator3-Zaffir0-Giall0è ancora più sicura perché:
- è molto lunga (61 caratteri!) ma è molto più facile da ricordare rispetto a
19JwgLh-vdH-Tk57nonostante sia di soli 16 caratteri- ha lettere maiuscole, minuscole, numeri e caratteri speciali;
- non è una frase riconducibile a noi ma sono parole prese a caso
Oltre a scegliere password sicure è importante che ogni account abbia una password diversa dagli altri account in modo da limitare i danni nel caso in cui venisse scoperta (sennò scoperta una scoperte tutte).
Facciamo quindi la conoscenza di Vaultwarden (VW), il generatore e gestore di password di Ultima Generazione.
Vaultwarden, spesso abbreviato in VW, è lo strumento di Ultima Generazione per generare password, salvarle in modo sicuro e, se vogliamo, condividerle in tempo reale in modo altrettanto sicuro. Su VW sono inoltre salvate tutte le password di tutti gli account di Ultima Generazione.
File di testo, note sul telefono, messaggi con sé stessi su Whatsapp o Telegram sono metodi pericolosi per salvare le nostre password. Se abbiamo un virus (o spyware della Polizia), se perdiamo accesso al telefono (o ci viene sequestrato), infatti, perdiamo tutte le nostre password, rischiando inoltre di fornirle facilmente alle Forze dell'Ordine.
Vaultwarden (VW) è un sito web crittografato, quindi sicuro, in cui possiamo generare password difficili da indovinare e poi salvarle tutte nella nostra “cassaforte digitale” per accedervi in qualunque momento e, usando l'estensione per i browser sicuri, compilare automaticamente i login ai siti web.
Ti spieghiamo come usare Vaultwarden (VW) in questa pagina dedicata.
Ora che sai come generare una password sicura e dove salvarla per non dover imparare a memoria una serie di caratteri casuali prenditi il tempo necessario per stilare un elenco delle tue password (account social, email, ecc), cambiarle con delle password più sicure e salvarle nella tua cassaforte su Vaultwarden.
Una volta che lo hai fatto torna qui e andiamo allo step successivo.
Usa una frase come
Crepuscol0-Crocchett3-Idill1-Autotrasportator3-Zaffir0-Giall0per proteggere il tuo account Vaultwarden. Sarà l'unica cosa che dovrai imparare a memoria per proteggere tutte le tue password!
L'autenticazione a due fattori (2FA, Two-Factor Authentication) o “verifica in due passaggi”, è un sistema di protezione degli account da utilizzare in combinazione alla password.
Una volta abilitata l'autenticazione a due fattori (e va abilitata in tutti i siti e app che lo permettono), quando effettuerai l'accesso ad un account, oltre ad inserire la password, dovrai inserire anche un codice temporaneo e monouso.
Il sistema a due fattori equivale ad avere due chiavi diverse per l'accesso ad una sola porta; è sicuro perché in questo modo non è sufficiente scoprire la password che utilizzi per accedere al tuo account, ma serve anche inserire un codice monouso e temporaneo, che viene generato subito dopo l'inserimento della password (quindi in tempo reale) e che ti sarà inviato in modi diversi, spigati di seguito.
Tipologie di codici:
Spesso i social, le app ed i siti web permettono di utilizzare tutti e tre i sistemi di autenticazione a due fattori per un accesso sicuro. Impostali quindi tutti e tre in modo da avere più modi per verificare l'accesso.
Gli SMS sono facilmente intercettabili, non usarli. Usa i codici OTP generati dall'app.
Per completezza, anche Vaultwarden può essere utilizzato per generare OTP. Lo sconsigliamo perché creare il codice OTP e salvare password nello stesso post non è il massimo. Infatti accedendo all'uno, si riesce ad accedere anche all'altro e addio senso dell'autenticazione a due fattori.
Ora che hai scoperto l'importanza dell'autenticazione a due fattori prenditi il tempo necessario per stilare un elenco dei tuoi account (account social, email, ecc) e attivare in tutti quelli possibili l'autenticazione a due fattori.
Ecco una lista delle app e siti più comuni con le relative spiegazioni sui passaggi per attivare l'autenticazione a due fattori:
- Microsoft
- Infomaniak
- Mattermost
- Telegram
- Vaultwarden
- Cerca online “autenticazione a due fattori …" oppure “verifica in due passaggi …” seguito dal nome dell'app o sito web per trovare facilmente i passaggi che ti servono. In alternativa dai uno sguardo alle impostazioni dell'app o sito, di solito si trova nella sezione “sicurezza”.
Una volta che hai attivato l'autenticazione a due fattori torna qui e andiamo allo step successivo: le precauzioni da adottare per proteggere il tuo telefono e il tuo computer.
La password, nonostante sia uno dei metodi più diffusi per proteggere i dispositivi, potrebbe suscitare alcuni dubbi e preoccupazioni. Potremmo infatti pensare che “prima o poi, magari, con tanti tentativi, qualcuno la potrebbe indovinare!”. Anche se questa ipotesi remota esiste, è poco probabile, soprattutto se usi password sicure come spiegato prima.
D’altro canto, si potrebbe pensare che una soluzione più sicura della password potrebbe essere quella di utilizzare come alternativa i dati biometrici, come impronta digitale e riconoscimento facciale, dato che “la mia faccia e le mie dita sono impossibili da replicare”.
Falso per due motivi:
Usa quindi sempre password sicure, anche per lo sblocco del telefono o del computer.
Se ricordarsi password come 19JwgLh-vdH-Tk57 è difficile – ti capiamo! – potresti utilizzare una frase, scollegata da elementi della tua vita, o un elenco di parole (Vaultwarden può generarlo) in modo da compensare con la lunghezza l'assenza di casualità dei caratteri. Anche Baci-52-Ornitorinco-Perché-Piove è una password sufficientemente sicura perché contiene: ben oltre 16 caratteri, lettere maiuscole, lettere minuscole, numeri e caratteri speciali (come i trattini per unire le varie parole della frase).
Ora che sai come bloccare il tuo dispositivo in modo sicuro per impedire ad altri di utilizzarlo, prendi il tuo telefono e il tuo computer e imposta una password (o una frase come nell'esempio sopra).
Appena avrai svolto tale passaggio potremo passare allo step successivo: crittografare il dispositivo per proteggerne in modo efficace il contenuto in caso di perquisizione e sequestro.
In caso di perquisizione e sequestro di telefono e computer da parte delle Forze dell'Ordine (episodi avvenuti purtroppo diverse volte in Ultima Generazione, e che sicuramente avverranno ancora) una password sicura potrebbe non esser sufficiente. Se la Polizia Postale scegliesse di utilizzare programmi appositi per accedere ai dati salvati nel dispositivo bypassando il sistema operativo, e dunque, la schermata di sblocco con la nostra password avrebbe libero accesso agli stessi.
È quindi fondamentale crittografare il disco rigido interno al computer, i dischi esterni e tutte le chiavette USB o altri supporti di memoria esterna, in modo da rendere illeggibili i dati.
Sappiamo che funziona.
Durante le perquisizioni a Padova, nel 2023, la Polizia aveva sequestrato diversi PC e solo quello crittografato non è stato inserito nei materiali delle indagini, a riprova che la crittografia è stata efficace. In un intero anno nessuno è riuscito ad accedere al contenuto!
In molti dispositivi, e nei relativi sistemi operativi, sono già presenti sistemi di crittografia.
In molti casi bastano 10 secondi e un click per attivarli, iniziando a proteggere il nostro dispositivo, i nostri file, le nostre chat e, di conseguenza, tutte le altre persone di Ultima Generazione.
In questa pagina vediamo nel dettaglio i vari passaggi.
Veracrypt aggiunge un livello ulteriore di crittografia. È open-source, derivato da un progetto di crittografia di livello militare, e abbastanza semplice da utilizzare.
In questa pagina ti spieghiamo come crittografare il tuo dispositivo con Veracrypt.
Se coordini un gruppo locale, hai ricevuto denunce o fai parte della struttura nazionale di Ultima Generazione, DEVI CRITTOGRAFARE i tuoi dispositivi con Veracrypt, per aggiungere un livello di protezione maggiore.
Ora che hai scoperto l'importanza fondamentale della crittografia per proteggere te e le persone di Ultima Generazione in caso di sequestro, prendi i tuoi dispositivi e attiva la crittografia.
Poi torna qui e passiamo allo step successivo: conoscere come applicare la crittografia alle nostre chat e documenti.
Come abbiamo visto, la crittografia è il sistema più potente che abbiamo per proteggere informazioni contenute in file, foto, video o messaggi inviati in chat.
In questo capitolo, facciamo una breve panoramica di quali strumenti crittografati utilizziamo in Ultima Generazione.
La crittografia nelle chat è essenziale per proteggere il contenuto dei messaggi che inviamo. Le app che usano la crittografia EndToEnd (un sistema di crittografia) prima di inviare il messaggio lo criptano e lo inviano in modo che nessuno, che controlli la nostra rete (e nemmeno chi gestisce l'app), possa leggere il contenuto del messaggio perché, per l'appunto, protetto da crittografia. Solo l'app installata nel dispositivo del destinatario conosce la chiave crittografica per “sbloccare” il messaggio e farne leggere il contenuto.
Mattermost, spesso abbreviato in MM, è la piattaforma di chat crittografata più sicura che abbiamo in Ultima Generazione. Nata per un livello di sicurezza militare, è gestita da Ultima Generazione su server ospitati in Svizzera. Tutti i messaggi MM sono protetti da crittografia.
Altri buoni motivi per usare Mattermost:
In questa pagina parliamo di come funziona Mattermost e come usarlo al meglio.
Signal è una piattaforma di messaggistica “più classica” che viene utilizzata in Ultima Generazione per organizzare azioni di protesta. Ha una crittografia come Whatsapp ma, a differenza di Whatsapp, siamo sicuri che c'è perché l'app è open-source. Open-source vuol dire che il codice di funzionamento è pubblico e tutti possono verificare che l'app sia sicura.
In questa pagina parliamo di come regolare le impostazioni di Signal.
È una piattaforma di Meta (e già questo dovrebbe farci capire quanto poco tiene alla nostra privacy) che dichiara di avere una crittografia come Signal. Signal permette a tutti di verificarne l'esistenza, Whatsapp no (ci dice di fidarci e basta). Per questo motivo evita di parlare di azioni di protesta e informazioni sensibili su Whatsapp.
In questa pagina parliamo di come regolare le impostazioni di Whatsapp per proteggere un minimo le chat (per esempio di default i messaggi vengono tutti inseriti in backup non crittografati).
Telegram, a eccezione delle “chat segrete”, è sprovvisto di crittografia EndToEnd. Tutti possono leggere i tuoi messaggi. Utilizzalo solo per cose pubbliche e per inviare foto e video delle azioni di protesta e degli eventi (non avendo la crittografia ma un buon sistema di compressione dei file è ottimo per mandare foto e video in poco tempo).
Le email generalmente non sono crittografate, tutti possono leggerne il contenuto. Usale il meno possibile.
Esistono però soluzioni per crittografare il contenuto delle email (non i metadati come orario di invio, mittente e destinatario, ecc). Infomaniak le ha implementate da poche settimane e in questa pagina ti spieghiamo come e quando usarle.
Sconsigliamo vivamente Protonmail, famoso servizio di email crittografate, per due motivi principali:
Il collettivo Autistici/Inventati offre un servizio email gratuito (lo spazio è in condivisione con tanti attivisti, quindi per rispetto devi salvare le email nel tuo dispositivo) che registra pochissime informazioni e che, utilizzando Thunderbird, permettere una crittografia molto rapida e sicura con lo standard PGP.
Anche Ultima Generazione ha un'email crittografata con il servizio di Autistici/Inventati.
L'indirizzo è ultima.generazione@privacyrequired.com, la chiave PGP pubblica e la fingerprint aggiornata le trovi nella nostra pagina dei contatti.
Come è importante usare app di messaggistica crittografata, per proteggere le nostre chat, allo stesso modo è importante utilizzare cloud crittografati per proteggere documenti sensibili.
Cryptpad permette a più persone di lavorare contemporaneamente su documenti crittografati. Per utilizzarlo in modo sicuro per aspetti legati alle azioni (dinamiche, narrazioni, logistica) e per non compromettere il contenuto dei file (è molto facile sbagliare e farli diventare pubblici) è necessario seguire attentamente la spiegazione che trovi in questa pagina.
kDrive di Infomaniak non ha la crittografia. Lo abbiamo scelto come alternativa a Google Drive semplicemente per i costi minori, l'alimentazione con rinnovabili e i server in Svizzera (e avere email, sito web e server nello stesso posto). Viene usato come archivio di materiale non sensibile, foto, video, documenti generali.
Se vuoi archiviare dei file sensibili di grandi dimensioni su kDrive allora devi crittografarli, ci vogliono pochi secondi e ora vediamo come.
Crittografare un file prima di inviarlo o caricarlo su kDrive può essere un buon modo per scambiarci informazioni sensibili, in app o siti in cui manchi la crittografia. In questo modo, soltanto noi e il nostro destinatario avremo accesso al contenuto del file (anche se tutti potranno vedere che ci siamo scambiati un file crittografato).
Per crittografare un file bastano pochi secondi ed è un'operazione che si svolge facilmente anche da telefono, utilizzando il sito web Hat.
In questa pagina ti spieghiamo meglio i semplici passaggi da seguire.
Fino ad adesso abbiamo imparato come proteggere con la crittografia i nostri dispositivi, i file, le foto e i video, i messaggi e le email che ci scambiamo.
È ora di vedere quindi come proteggere e crittografare il nostro traffico internet per diventare anonimi, o quasi, online.
Per collegarci online, per usare internet, per scambiarci un'email, un messaggio o fare una ricerca online utilizziamo:
Ognuno di questi tasselli che utilizziamo (dispositivo, provider, browser, server) potrebbe però tracciare la nostra attività e condividerla con le Forze dell'Ordine, fornendo quindi loro prove legali che utilizzerebbero per le indagini e, di conseguenza, in Tribunale.
Per questo motivo è importante diventare il prima possibile anonimi, in modo che il browser non registri la nostra attività e che i provider, i motori di ricerca e tutti i server traccino IP fittizi, non riconducibili alla nostra identità. Gli IP sono una sorta di “indirizzo digitale” del nostro dispositivo.
Il browser è l'app che apriamo quando dobbiamo fare una ricerca online e ogni dispositivo ne ha uno predefinito (Safari su Apple, Google Chrome su Android, Edge su Windows, ecc).
Per restare sicuri online è fondamentale che il browser raccolga meno informazioni possibili su di noi.
Abbiamo testato e analizzato tantissimi browser, ecco quelli che consigliamo di usare:
Se vuoi approfondire, confronta il livello di privacy dei vari browser in questa pagina.
Una volta installato il browser dovrai scegliere quale motore di ricerca usare. Ne abbiamo selezionati tre, ognuno con i suoi punti di forza e di debolezza:
Ed Ecosia? Pro: dona 50 centesimi al piantare alberi ogni volta che clicchi su un annuncio. Contro: raccoglie dati di ricerca e li condivide con Google e Microsoft per mostrarti annunci personalizzati (su cui Google e Microsoft guadagnano); è statunitense; non è open-source.
Quando facciamo una ricerca online il browser, oltre a usare il motore di ricerca per mostrarci i siti che ci interessano, utilizza anche dei DNS (Domain Name System) per trovare il server del sito web. Chi gestisce i DNS gestisce i siti a cui ci colleghiamo, può censurarli o può mostrarli quando altri li censurano, può registrare la nostra visita e condividere l'informazione con le Forze dell'Ordine.
Spesso i DNS pre-impostati su quelli di Google, TIM o Vodafone. Puoi controllare i tuoi DNS qui. È importante cambiarli e utilizzarne di più sicuri.
Consigliamo di usare i DNS pubblici di Mullvad, una società svedese che da anni si batte per un internet libero dalla censura e dalla sorveglianza di massa.
Per alterare il nostro IP ai server a cui ci colleghiamo, nascondendo così la nostra attività al provider che ci fornisce il collegamento internet, dobbiamo usare una VPN.
Una VPN (Virtual Private Network) crea un “tunnel digitale” in cui passano tutte le nostre informazioni, facendo in modo che nessuno possa spiare e tracciare ciò che facciamo online. Eccetto la VPN e chi la gestisce. Per questo motivo è importante scegliere bene a quale VPN affidarci e far sì che raccolga meno informazioni possibili.
In questa pagina abbiamo creato una raccolta di VPN che consigliamo di utilizzare, 24h su 24h, a tutte le persone di Ultima Generazione (obbligatoriamente o quasi alle persone dei gruppi comunicazione e tech).
Tor (The Onion Routing, “la via della cipolla”) garantisce una protezione maggiore rispetto a una VPN tradizionale garantendo un livello di sicurezza e privacy a livello militare.
Se le VPN offrono una connessione abbastanza veloce e diretta (tu —> VPN —> destinazione), il tuo traffico Internet quando utilizzi Tor viene fatto rimbalzare in diversi server crittografati sparsi per il mondo (tu —> Germania —> Brasile —> Canada —> India —> Australia —> destinazione) rendendo impossibile risalire alla tua identità originaria (ognuno di questi server conosce solo quello prima e quello dopo, guardando l'esempio il server della Germania saprà chi sei ma non dove vai, quello dell'Australia solo dove vai ma non chi sei e tutti quelli in mezzo come Brasile, Canada e India non sapranno né chi sei né dove vai).
Quindi utilizzare Tor è il modo più sicuro che abbiamo per navigare online. Consigliamo di utilizzare Tor quando lavoriamo su documenti crittografati, ci colleghiamo a Vaultwarden, facciamo sopralluoghi online per le azioni di protesta.
Abbiamo approfondito Tor e altre pratiche di crittografia avanzata in questa pagina nel caso in cui volessi approfondire.
Scarica e usa Tor Browser (su Linux, MacOs, Windows, Android) e Onion Browser (solo su iPhone ma è meno sicuro) se vuoi avere il massimo della sicurezza ma non connetterti mai alla rete di Tor tramite altri browser, come ad esempio Brave, anche se permettono di farlo.
Daje, ce l'abbiamo quasi fatta! Siamo riusciti a vedere insieme tutte le impostazioni da utilizzare nelle app, abbiamo imparato la crittografia, come e quando applicarla, e abbiamo messo in sicurezza le nostre password e i nostri account.
Ora ci resta da vedere l'ultimo capitolo importante della formazione. Le buone pratiche comportamentali da adottare e assimilare per evitare il più possibile "errori umani" (no crittografia poco sicura o password facili da indovinare quindi) che possono mettere comunque a rischio i nostri dati e le persone con cui collaboriamo.
Errare humanum est, errare è umano, e lo sanno bene anche le Forze dell'Ordine e chiunque cerchi di accedere ai nostri dati, alle nostre chat, ai nostri account. La gran parte delle fughe di dati sono legati a errori nei nostri comportamenti piuttosto che a falle di cybersicurezza o grandi indagini delle Forze dell'Ordine.
Un momento di disattenzione, un link che ci sembrava familiare, un file ricevuto da un amico che non sentivamo da anni e che ha destato in noi la curiosità di aprirlo subito. Vediamo insieme tre regole da tenere sempre a mente.
Può sembrare banale ma le password dei tuoi account, del tuo telefono e del tuo computer sono tue ed esclusivamente tue. E nessuno dovrebbe chiedertele. Non il/la partner, non una persona del tuo gruppo, non la tua banca, non le forze dell'ordine. Nessuno.
Nessuno di Ultima Generazione ti chiederà mai una password perché non deve avere accesso ai tuoi account e dispositivi personali. Le password degli account di Ultima Generazione sono già condivise tramite Vaultwardern con le persone che le devono usare.
In molte perquisizioni gli agenti hanno detto che se sbloccassimo il telefono e mostrassimo le chat poi ce lo ridarebbero senza sequestrarlo. Mentono! Sanno che provare a sbloccarlo (specie se ha una password sicura e se è crittografato) è per loro una grande impresa, per giunta anche costosa, quindi cercano di intimidire e ingannare con promesse simili. Un telefono sequestrato è un telefono sequestrato e si otterrà indietro solo tramite avvocato.
Non dire mai la tua password alle Forze dell'Ordine.
In Ultima Generazione abbiamo tre siti web: ultima-generazione.it, ultima-generazione.com, vai.ug con possibili sotto-domini (le parole prima del nome del sito, per esempio mattermost.ultima-generazione.com, wiki.ultima-generazione.com oppure mathesar.y.ultima-generazione.com).
Non inserire mai informazioni personali, su azioni, linee guida, documenti o altre informazioni su siti diversi da quelli di Ultima Generazione.
Se ti mandiamo un sondaggio ti invieremo il link https://vai.ug/f/nome-del-form oppure form.ultima-generazione.com. Se è un link diverso, un form su Google o su un'altra piattaforma avvisa chi coordina il tuo gruppo o l'helpdesk per verificarne l'autenticità. Nel frattempo non inserire informazioni sensibili.
Solo una persona di Ultima Generazione può creare un link vai.ug.
Allo stesso modo presta attenzione anche ai link che ricevi da amici e familiari esterni a Ultima Generazione. Fai attenzione al nome di dominio (facebo.ok.com non è il sito del social facebook.com, c'è un punto in mezzo), alla grafica (ti sembra strana? non l'hai mai vista?) e al testo (ci sono errori nelle frasi?). Se ti sembra sospetto chiedi informazioni e spiegazioni a chi te lo ha inviato.
Come è importante controllare i link che riceviamo, prima di aprirli e prima inserire informazioni personali, così è importante controllare attentamente i file che riceviamo o che scarichiamo.
Attiva sempre la possibilità di visualizzare le estensioni dei file dalle impostazioni del computer (qui come fare su MacOS e qui su Windows).
Un file che si chiama foto-vacanza-montagna-250514.png.exe non è un'immagine ma un programma eseguibile, probabilmente un virus. Se non avessi avuto la visualizzazione delle estensioni attiva avresti non avresti visto il .exe ma solo foto-vacanza-montagna-250514.png che, sembrando un'immagine, probabilmente avresti aperto e installato il virus.
Se un file ti sembra sospetto (magari perché lo ricevi senza averlo richiesto) chiedi informazioni e spiegazioni a chi te lo ha inviato.
Proprio per questo principio di consapevolezza sui file che vogliamo aprire è importante bloccare il download automatico dei file (in questo modo evitiamo di prenderci un sacco di potenziali virus), sia nel nostro browser che nelle nostre app di messaggistica (qui spiegato come fare per Whatsapp, qui per Telegram, qui per Signal).
Il governo italiano ha spiato per mesi giornalisti e attivisti inviandogli dei file .pdf su Whatsapp (sì, controllare l'estensione aiuta in tantissimi casi ma non sempre).
Scarica manualmente solo i file che hai richiesto e che ti servono.
Se un file ti sembra sospetto (magari perché lo ricevi senza averlo richiesto) chiedi informazioni e spiegazioni a chi te lo ha inviato.
E ora passiamo alla regola successiva: chiedere supporto e informazioni quando qualcosa ci sembra strano.
Non dobbiamo vergognarci a chiedere spiegazioni per qualcosa che non sappiamo, a chiedere aiuto per qualcosa che non sappiamo fare. Dall'altra parte (o all'helpdesk) ci sono persone che fanno parte, come noi, di Ultima Generazione e/o che sono nostri amici e persone care.
Non ci giudicano se non capiamo qualcosa.
Per ogni file, ogni link, ogni procedura che ti sembra sospetto, o di cui semplicemente non capisci qualcosa, chiedi spiegazioni. Non farti prendere dall'istintività, dall'ansia del momento o dalla fretta. Online la fretta è come se non esistesse.
Chiedi aiuto, chiedi spiegazioni tutte le volte in cui ne senti il bisogno.
I telefoni ascoltano sempre tutto. Letteralmente. Se stai pianificando un'azione parlatene dal vivo senza avere telefoni e computer con voi, poi usate solo Signal e Mattermost per parlarne con le persone (e adottate ovviamente tutte le altre precauzioni indicate in questa guida).
Quando ci registriamo su qualche sito o app ci vengono spesso chieste un sacco di informazioni ma, nella maggior parte dei casi, solo l'indirizzo email è obbligatorio. Evita di fornire più informazioni di quelle necessarie (potrebbero essere usate contro di te nel prossimo attacco).
Spesso le applicazioni ci chiedono un sacco di permessi. Posizione, contatti, microfono, fotocamera, archivio file, galleria, ecc. Fornisci i permessi solo quando devi usare quelle funzioni (per usare Whatsapp per esempio non devi per forza dare accesso alla tua posizione GPS).
Se il tuo telefono lo permette dai i permessi con l'impostazione “una volta sola” oppure “quando usi l'app”.
Non lo scriviamo per spaventarti, ci mancherebbe. Le perquisizioni in Ultima Generazione ci sono state, sono state diverse, e probabilmente accadranno di nuovo. Tuttavia hanno colpito una piccola percentuale delle persone che in questi anni hanno fatto parte del movimento.
La prossima perquisizione è a casa tua è quindi l'atteggiamento che devi avere. Se domani mattina alle 7:00 arrivasse la Polizia, i tuoi dispositivi e i tuoi account sarebbero al sicuro? Hai applicato tutte le regole indicate in questa guida?
Se sì, ottimo! Lavoreranno per mesi senza ottenere nulla.
Se no abbiamo un problema. Tu in primis, subito dopo anche tutte le persone con cui hai chattato o che sono indicate in documenti a cui accedi con i tuoi account o hai salvato nel computer.
Per questo motivo ricordarci che "la prossima perquisizione sarà da me" aiuta ad applicare con tutte le precauzioni necessarie, non sottovalutando mai quella remota possibilità di svegliarsi con le Forze dell'Ordine alla porta.
Quindi se non hai applicato tutte le buone pratiche indicate in questa guida prenditi del tempo per farlo il prima possibile.
In caso di perquisizione cerca di avvisare il prima possibile su SOS Arancione in modo che i tuoi account di Ultima Generazione verranno temporaneamente disabilitati. Chiedi il mandato di perquisizione (se non lo hanno non aprire per nessun motivo) e, se è vicino, la possibilità di far venire un avvocato. Se pensi che ti stiano per prendere il telefono dalle mani, spegnilo. Un telefono spento diventa molto difficile da hackerare, se la polizia lo prende acceso riesce a leggerne facilmente il contenuto (anche con una password lunga).
Ora che hai letto fino a qui puoi metterti alla prova e ricevere l'attestato: https://vai.ug/f/sicurezza-tech